Il peso dell'obesità, Ocse: "Farà perdere agli italiani il 2,8% del Pil e quasi 3 anni di vita"

Una “tassa” di 289 euro l’anno per far fronte ai costi delle cure mediche, il 9% del totale, e della mancata produttività delle persone affette dal disturbo alimentare

È destinata ad aumentare la “tassa” occulta, non decisa da nessun partito politico, alla quale gli italiani, seppure inconsciamente, devono far fronte ogni anno. Si tratta dei costi delle cure mediche e dei mancati introiti per lo Stato legati all’obesità - il disturbo alimentare delle persone estremamente in sovrappeso - che sono destinati a influire sul bilancio di ogni italiano per un ammontare annuo di 289 euro, oltre a comportare una riduzione del Pil del 2,8%. È quanto emerge da uno studio dell’Ocse, Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, che ha calcolato il “fardello del sovrappeso” tra il 2020 e il 2050, in vista del sensibile aumento della percentuale di persone affette da obesità. In base allo studio, il disturbo alimentare causerà una riduzione di 2,7 anni nell'aspettativa di vita media tra gli italiani e un calo della produttività nazionale equivalente a 571 mila lavoratori a tempo pieno in meno.

Spesa sanitaria

Chi è sovrappeso necessita inoltre più servizi sanitari, in quanto destinatario del doppio delle ricette mediche rispetto alle persone con una massa corporea nella norma. Nei Paesi Ocse si stima che alla popolazione in sovrappeso sia destinato il 70% dei costi per la cura del diabete, del 23% dei costi per la cura delle malattie cardiovascolari e del 9% dei tumori. In base allo studio, curare le malattie causate dal disturbo alimentare di chi mangia troppo e non fa sport costa 423 miliardi di dollari l’anno nei 52 Paesi presi in considerazione nel dossier. 

Con un costo pari al 9% della spesa sanitaria nazionale, l'Italia spende più della media Ocse (8,4%) per le cure mediche delle malattie associate all'eccessiva massa corporea. In testa alla classifica troviamo gli Stati Uniti, che raggiungono quota 14% della spesa sanitaria totale per i (tanti) americani sovrappeso, seguiti da Germania e Olanda, con l'11% della spesa totale.

Adulti obesi e pre-obesi

Lo studio riprende i dati sulle persone sovrappeso riferiti al 2016, quando gli italiani si sono aggiudicati un posto a metà classifica tra i 52 Paesi presi in considerazione, con una percentuale tra gli adulti pari al 58,5%, contro la media Ue del 59% e la media Ocse del 58,3%. Tra questi ci sono sia gli obesi che i cosiddetti pre-obesi, cioè gli individui con un indice di massa corporea superiore a 25 kg per m2, mentre l'obesità inizia quando si superano i 30 kg/m2. Il ministero della Salute ha messo a disposizione un'apposita pagina web per calcolare in pochi istanti il proprio indice di massa corporea.

Allarme obesità infantile

I dati più allarmanti riguardano però il fenomeno dei bambini sovrappeso, che in Italia sono oltre uno su tre. I minori obesi nel Belpaese sono circa il 12,5% del totale, una delle percentuali più alte del mondo, mentre nel 1975 erano solo il 4,5%. La pre-obesità infantile in Italia incide invece per il 24,5%, al quarto posto nella classifica dei Paesi con più bambini sovrappeso, guidata dagli Usa (21,4% obesi e 20,4% pre-obesi) seguiti da Nuova Zelanda e Grecia.

Tra gli altri dati dello studio, risulta anche che gli italiani siano tra i più sedentari. Oltre il 40% della popolazione - 46% tra le donne - non pratica un'attività fisica sufficiente. L’Ocse calcola infine che tra il 2020 e il 2050 l’obesità sarà responsabile di una riduzione dell’attesa di vita di 3 anni nell’Ue e nei Paesi del G20. 

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