La Sardegna la regione italiana più colpita dai dazi di Trump

L'Istat ridimensiona gli allarmi dell'agroalimentare made in Italy: "Impatto limitato su nostri prodotti negli Usa". Molto più gravi i contraccolpi per Germania, Francia, Regno Unito e Spagna

L'allarme è rientrato, almeno per l'Italia: i dazi Usa che il presidente Donald Trump intende imporre alle importazioni di una serie di prodotti europei, tra cui molti agroalimentari, riguarderanno "un numero limitato di prodotti di eccellenza della nostra filiera", meno dell'1% dell'intero export nazionale transatlantico. Niente 'buchi' miliardari, come quelli denunciati da alcune organizzazioni italiane negli scorsi mesi. Ma un impatto, seppur ridotto, ci sarà. E la Sardegna potrebbe essere la regione del Belpaese a pagare il prezzo più alto.

E' quanto emerge da una rivelazione Istat presentata al Parlamento. "L'imminente introduzione di nuovi dazi all'importazione negli Stati Uniti, secondo una logica di tipo selettivo differenziata per tipologia di prodotti a seconda del paese Ue di provenienza, impatta in modo significativo su un numero limitato di prodotti di eccellenza della nostra filiera agro-alimentare. Nel complesso il loro valore economico ammonta nel 2018 a 400 milioni, che incidono per meno dell'1% sull'export nazionale verso gli Usa, rappresentando quasi il 10% del valore economico delle vendite di prodotti alimentari verso gli Usa", dichiara l'istituto nazionale di statistica. Per quanto riguarda le regioni più colpite, la Sardegna svetta tra tutte, con bel l'80% dei prodotti agroalimentari esportati negli Usa a rischio dazi.

Tornando ai dati nazionali, un'altra stima, quella della Ice New York realizzata su dati delle dogane Usa relativi al 2018 proiettati sul 2019, riduce ancora il valore dei dazi a carico dell'Italia: 'appena' 117 milioni. Certo, parliamo sempre di cifre significative, ma lontane da quelle patite da altri Paesi Ue. In termini percentuali, infatti, "il peso maggiore dei dazi viene dunque imposto a Francia (27,7%), Regno Unito (25,9%) e Germania (19,8%). Seguono Spagna (11,2%), Italia (6.4%) e Irlanda (6.4%)", rivela Ice New York.

Il totale delle esportazione europee colpite, non solo quelle agroalimentari, valeva nel 2018 oltre 9,4 miliardi di dollari: i dazi del 10% e 25% proiettati su queste cifre totalizzano circa 1,8 miliardi su base annua (rispetto al massimale di 7,5 miliardi stabilito dalla sentenza dell'Organizzazione mondiale del commercio che ha 'avvallato' i dazi di Trump come risposta agli aiuti Ue alla Boeing), il che significa circa 117 milioni a carico dell'Italia.

I dazi, a meno di dietrofront dell'ultima ora, entreranno in vigore il 18 ottobre per una durata minima di 120 giorni, prorogabili di ulteriori 180 giorni.

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