Glifosato, la Bayer avverte: nessuna alternativa nei prossimi 5 anni

L'erbicida da anni al centro di una forte controversia in Europa sulla sua sicurezza, ma per la multinazionale che lo produce è difficile sviluppare sostanze che lo possano sostituire

Foto Ansa - EPA/KIRSTEN NEUMANN

Nonostante le forti opposizioni degli ambientalisti in agricoltura un'alternativa al glifosato non sarà disponibile per almeno altri 5 anni. Lo sostiene Bob Reiter, un alto funzionario della Bayer, la multinazionale che produce l'erbicida al centro di un feroce dibattito in tutta Europa.

Mancano alternative

Intervistato da Euractiv Reiter, che è a capo del settore ricerca e dello sviluppo della multinazionale tedesca, ha affermato che sia la Bayer sia i suoi concorrenti “investiamo in ricerca dagli anni '70, quando fu introdotto il glifosato, e ancora non vediamo una molecola con le sue stesse capacità".

La controversia sulla sostanza

Gli Stati membri dell'Ue nel novembre 2017 hanno rinnovato l'approvazione del glifosato, il diserbante più comunemente usato al mondo, per cinque anni e può quindi essere utilizzato come sostanza attiva nei prodotti fitosanitari (PPP), fino al 15 dicembre 2022. Proprio questa settimana la Corte di Giustizia dell'Ue ha stabilito con una sentenza che il regolamento dell'Unione Europea che ha portato all'autorizzazione del glifosato è valido e compatibile con il principio di precauzione. L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) e l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) hanno approvato la sostanza chimica, sostenendo che "è improbabile che rappresenti un rischio cancerogeno per l'uomo dall'esposizione attraverso la dieta". La stessa opinione è stata condivisa dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e dall'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA). Tuttavia la IARC (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro), aveva concluso nel 2015 che la soluzione di erbicidi è "probabilmente cancerogena per l'uomo".

La ricerca

La Bayer ha promesso di spendere circa 5 miliardi di euro nei prossimi 10 anni nell'area del controllo delle sostanze infestanti e una parte di questo investimento dovrebbe essere destinata proprio a sviluppare alternative al glifosato. “Non vogliamo che i clienti facciano affidamento solo sul glifosato”, e se questo dovesse ridurre il mercato del prodotto “per noi va bene, purché abbia senso per il coltivatore e offra una migliore produttività, ma anche più sostenibilità”, ha aggiunto Reiter, secondo cui “quello che stiamo cercando di ottenere non è di sostituire il glifosato, tanto quanto di integrarlo”, perché “qualsiasi nuova molecola impiega da 12 a 15 anni per svilupparsi. È molto tempo".

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